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	<title>BeEcologista</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>Polveri sottili, ecco la carta di identità del particolato di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 13:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi ecologici]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[PM 10 estivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Joel Schwartz: l’inquinamento atmosferico fa più morti di Aids e cancro a prostata e mammella messi insieme. Presentato il secondo step della ricerca Tosca sulla tossicità del particolato atmosferico. Il PM 10 estivo causa infiammazioni ai polmoni, il particolato fine invernale altera il Dna delle cellule polmonari. Sono stati presentati questa mattina presso l’Università di [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1981" src="http://beecologista.it/files/2010/07/milano_smog-e1278680442505.jpg" alt="" width="550" height="344" /></p>
<p><em><strong>Joel Schwartz: l’inquinamento atmosferico fa più morti di Aids e cancro a prostata e mammella messi insieme.</strong></em></p>
<p>Presentato il secondo step della ricerca Tosca sulla<strong> tossicità</strong> del particolato atmosferico. Il<strong> PM 10 estivo</strong> causa infiammazioni ai polmoni, il particolato fine invernale <strong>altera il Dna</strong> delle cellule polmonari.</p>
<p><span id="more-1980"></span></p>
<p>Sono stati presentati questa mattina presso l’<strong>Università di Milano-Bicocca</strong> i risultati della seconda parte del <strong>Progetto TOSCA</strong> (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio) realizzato dal Centro Polaris (Polveri in Ambiente e Rischio per la Salute) del dipartimento di<strong> Scienze dell’Ambiente e del Territorio</strong> dell’Università di Milano-Bicocca e finanziato da <strong>Fondazione Cariplo</strong>.</p>
<p>Il progetto, che dura complessivamente tre anni, è articolato in quattro parti: caratterizzazione del particolato atmosferico, sperimentazione biologica, risultati clinici e epidemiologia.</p>
<p>I risultati di questo secondo step della ricerca, presentati dai professori <strong>Marina Camatini</strong> (biologo cellulare), <strong>Ezio Bolzacchini </strong>(chimico dell’atmosfera) <strong>Giancarlo Cesana</strong> (epidemiologo) dell’Università di Milano-Bicocca e dal professor <strong>Paolo Carrer </strong>(medico del lavoro) dell’Università di Milano, hanno messo in luce che:</p>
<ul>
<li>i processi infiammatori a carico del polmone sono indotti principalmente da <strong>PM10 estivo </strong>ricco di <strong>endotossine batteriche</strong>;</li>
<li>il <strong>particolato fine</strong> (PM2.5) invernale, ricco di idrocarburi, causa alterazioni nel DNA delle <strong>cellule polmonari</strong>;</li>
<li>le p<strong>articelle ultrafini </strong>(PM 1) sono responsabili di<strong> effetti cardiocircolatori </strong>e di alterazioni funzionali in altri organi.</li>
</ul>
<p>Dai dati medici, in particolare, risulta che il <strong>PM</strong> induce uno stato infiammatorio polmonare e sistemico, con l’attivazione significativa di<strong> fenomeni coagulatori</strong>. Questo si riflette in un incremento del numero dei ricoveri sia per patologia respiratoria sia per patologia cardiovascolare.</p>
<p><em>&#8220;Gli studi degli ultimi decenni </em>– ha detto <strong>Joel Schwartz </strong>della <strong>Harvard University di Boston</strong>, tra i più autorevoli scienziati al mondo per studi sugli impatti dell’inquinamento sulla salute, intervenuto alla presentazione della ricerca – <em>hanno messo chiaramente in luce la pericolosità dell’inquinamento atmosferico. Oggi possiamo dire che l’inquinamento atmosferico, che è una delle maggiori cause di morte prevenibili, fa più vittime dell’Aids, del cancro alla mammella e alla prostata messi insieme. A questi risultati siamo arrivati grazie a lunghi studi che hanno preso in considerazione differenti indicatori quali, ad esempio, andamento dei ricoveri ospedalieri, decessi, andamento della pressione sanguigna, infiammazioni alle vie respiratorie. Ma i risultati più chiari sono arrivati dagli studi su coorti di pazienti nei quali le differenze di lungo periodo nelle aspettative di vita sono state stimate in aree con diverse concentrazioni di inquinamento atmosferico&#8221;.</em></p>
<p>Fonte immagine: <em>Tg24.sky.it</em></p>


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		<title>Leonardo Di Caprio con il WWF</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Salvare le tigri adesso!&#8221; L’attore Leonardo Di Caprio si è unito al WWF US per la nuova campanga “Save Tigers Now” (Salva le tigri adesso) e sta partendo per l’Asia con gli esperti dell’Associazione ambientalista per esplorare i più remoti habitat di questo maestoso animale. L’obiettivo è individuare le strategie più efficaci per salvare la [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1978" title="tigri-bianche" src="http://beecologista.it/files/2010/05/ap97313460902081356_big.jpg" alt="" width="274" height="300" /></p>
<p><em><strong>&#8220;Salvare le tigri adesso!&#8221;</strong></em></p>
<p>L’attore <strong>Leonardo Di Caprio </strong>si è unito al <strong>WWF </strong>US per la nuova campanga<strong> “Save Tigers Now” </strong>(Salva le tigri adesso) e sta partendo per l’Asia con gli esperti dell’Associazione ambientalista per esplorare i più remoti habitat di questo maestoso animale. L’obiettivo è individuare le strategie più efficaci per <strong>salvare la specie </strong>che, con appena 3200 esemplari in natura, è ormai sull’orlo dell<strong>’estinzione.</strong></p>
<p><span id="more-1977"></span></p>
<p>Le popolazioni di tigre stanno diminuendo velocemente, minacciate dalla <strong>perdita di habitat e dal bracconaggio.</strong> Le pelli, le ossa e altre parti del loro corpo in molte culture sono utilizzate come medicine, talismani e vestiti. In più del 90% degli habitat storici non si trovano più tigri. Tre sottospecie si sono estinte fin dal 1940 e una quarta, la tigre della Cina meridionale, non viene avvistata in natura da almeno 25 anni. Ma con una protezione forte dal bracconaggio e dalla perdita di habitat e un numero sufficiente di prede le tigri possono ancora farcela.</p>
<p><em>“Le tigri sono al centro degli equilibri di alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo, ma oggi sono in grave pericolo </em>– ha detto Leonardo di Caprio – <em>Azioni chiave per la loro conservazione possono salvare le tigri dall’estinzione, ma anche proteggere alcuni degli ultimi habitat selvatici del mondo e sostenere le comunità locali che dipendono da essi. Proteggendo questo animale simbolo, possiamo quindi salvare molto più che una specie.”</em></p>
<p>Gli esperti del WWF hanno preparato Di Caprio sullo stato della tigre e hanno deciso di avviare una<strong> campagna di sensibilizzazione</strong> e raccolta fondi per la sua conservazione. In onore dell’Anno cinese della Tigre, il WWF punta a raccogliere 20 milioni di dollari, le risorse necessarie per promuovere attività di conservazione che possano far raddoppiare il numero di esemplari entro il 2022, prossimo Anno della Tigre, raggiungendo l’ambizioso obiettivo che il WWF si è dato.</p>
<p>Di Caprio sta viaggiando verso l’Asia con gli esperti del WWF per vedere in prima persona i pericoli che<strong> minacciano le tigri</strong>. Parteciperà a <strong>pattuglie anti-bracconaggio,</strong> incontrerà i guardiani delle aree protette impegnati nel difendere le tigri dal commercio internazionale e studierà i modi migliori per proteggere queste affascinanti creature.</p>
<p><em>“Se diamo alle tigri spazi e protezione sufficienti, la specie si riprenderà</em> – ha detto Massimiliano Rocco, responsabile Specie e Traffic del WWF Italia –<em> Ma il supporto pubblico è fondamentale e per cambiare le leggi e fermare la richiesta di parti di tigre, dobbiamo raccontare le loro storie, in posti come gli Stati Uniti, l’India e la Cina. Per questo la partnership con Leonardo è così importante. Lui può raggiungere il pubblico, raccontare questa storia ai nostri figli e coinvolgere i leader in tutto il mondo per salvare le tigri adesso.”</em></p>
<p><strong>La Fondazione Leonardo Di Caprio:</strong><br />
Nata nel 1998, la Fondazione Leonardo Di Caprio si concentra particolarmente sui <strong>cambiamenti climatici, la risorsa idrica, i disastri naturali e la conservazione della biodiversità</strong>. La Fondazione supporta organizzazioni e programmi che lavorano su questi temi e promuove impegni congiunti per attuare dei cambiamenti positivi.</p>


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		<li><a href="http://beecologista.it/1806/wwf-la-regina-della-giungla-ha-ancora-bisogno-di-noi/" rel="bookmark">WWF: &#8220;la regina della giungla ha ancora bisogno di noi&#8221;</a><!-- (13.2654)--></li>
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		<title>WWF: sul delta del Po alleanza per salvare i fraticelli</title>
		<link>http://beecologista.it/1974/wwf-sul-delta-del-po-alleanza-per-salvare-i-fraticelli/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 09:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un appello a pescatori e bagnanti a tutela della più grande colonia d&#8217;Italia. Scoperta su un nuovo isolotto di sabbia formatosi nel Delta del Po la più grande colonia di fraticelli d’Italia che solo il divieto temporaneo di balneazione può tutelare. Questo piccolo uccello è infatti minacciato di estinzione e vive solo sulle coste sabbiose. [...]

<ul>
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		<li><a href="http://beecologista.it/1931/wwf-la-carica-dei-600-per-una-mappa-salva-fiumi/" rel="bookmark">WWF: la carica dei 600 per una mappa salva-fiumi</a><!-- (6.72814)--></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1975" title="fratino" src="http://beecologista.it/files/2010/05/fratino.jpg" alt="" width="433" height="300" /></p>
<p><em><strong>Un appello a pescatori e bagnanti a tutela della più grande colonia d&#8217;Italia.</strong></em></p>
<p>Scoperta su un nuovo isolotto di sabbia formatosi nel Delta del Po la più grande <strong>colonia di fraticelli d’Italia</strong> che solo il divieto temporaneo di balneazione può tutelare. Questo piccolo uccello è infatti<strong> minacciato di estinzione </strong>e vive solo sulle coste sabbiose.</p>
<p><span id="more-1974"></span></p>
<p><em>“Una ottima notizia arriva dal delta del Po proprio negli stessi giorni del grave disastro che sta interessando il Golfo del Messico dove moltissimi animali stanno morendo a causa del petrolio.</em></p>
<p><em>Qui invece piccole e temporanee cautele come il divieto di sosta e di balneazione possono salvare questa enorme<strong> colonia di uccelli</strong> di una specie minacciata di estinzione.</em></p>
<p><em>Grazie alla collaborazione del Parco Delta del Po Veneto, dei pescatori e speriamo dei turisti e dei bagnanti vogliamo fare di tutto per tutelare questo tassello di <strong>biodiversità</strong> che ha scelto la più importante zona umida italiana per la riproduzione</em>” ha detto Fulco Pratesi Presidente onorario WWF Italia.</p>
<p>L’Isolotto formatosi nel Delta del Po veneto è infatti un sito ideale per sperimentare una strategia di tutela e valorizzazione della fauna pienamente compatibile con tutte le attività umane tradizionalmente presenti in loco come la molluschicoltura, la pesca, il turismo balneare, i lavori di manutenzione idraulica.</p>
<p>La colonia si è insediata da una decina di giorni, ospita un centinaio di coppie e sta crescendo di giorno in giorno. Si prevede che la crescita proseguirà fino alla metà di giugno raggiungendo parecchie centinaia di coppie facendone quindi la colonia più grossa in tutta Italia. Nel territorio, tutelato dal parco, ospita, tra nidificanti, svernanti e di passaggio, oltre 350 specie diverse di uccelli.</p>
<p>Sabato 29 maggio verranno affissi i cartelli di divieto di balneazione per <strong>tutelare i nidi</strong> da parte di volontari del<strong> WWF </strong>con l’aiuto dei pescatori locali coinvolti nelle iniziative di pesca turismo e grazie alla collaborazione del<strong> Parco Delta del Po Veneto,</strong> sul nuovo isolotto di sabbia che si è formato nelle scorse settimane nel Delta presso la Bocca a mare della Sacca di Bottonera a Porto Tolle (Rovigo).</p>
<p>Il Comune di Porto Tolle a seguito di una segnalazione da parte del WWF ha predisposto l’ordinanza  di divieto di balneazione, a partire da sabato 29 maggio,  nelle zone e nel periodo di nidificazione.</p>
<p>Il progetto di conservazione messo in piedi dal WWF prevede di coinvolgere i turisti, entro due settimane verrà distribuito materiale informativo per illustrare l’importanza di questa colonia.</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1814/delta-del-po-le-richieste-ad-un-mese-dal-disastro/" rel="bookmark">Delta del Po: le richieste ad un mese dal disastro</a><!-- (10.8461)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1819/la-caccia-e-una-crudelta-da-vietare/" rel="bookmark">La caccia è una crudeltà da vietare</a><!-- (7.02628)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1931/wwf-la-carica-dei-600-per-una-mappa-salva-fiumi/" rel="bookmark">WWF: la carica dei 600 per una mappa salva-fiumi</a><!-- (6.72814)--></li>
	</ul>
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		<title>Greenpeace Ecoguida ai prodotti elettronici</title>
		<link>http://beecologista.it/1971/greenpeace-ecoguida-ai-prodotti-elettronici/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l&#8217;impiego di sostanze chimichenella produzione di prodotti tecnologici rappresentano una vera emergenza ambientale. Greenpeace pubblica la quindicesima edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici verdi. Dell, Samsung e Toshiba perdono vistosamente posizione perché non mantengono la promessa di ripulire la loro catena produttiva dalla plastica in PVC e dai ritardanti di [...]

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		<li><a href="http://beecologista.it/1758/greenpeace-lunione-europea-continua-a-sbagliare-tattica-sul-clima/" rel="bookmark">Greenpeace: L&#8217;Unione Europea continua a sbagliare tattica sul clima</a><!-- (8.87057)--></li>
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	</ul>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1972" title="ecotecnologia" src="http://beecologista.it/files/2010/05/4925335f2756b_zoom.jpg" alt="" width="238" height="235" /></p>
<p><em><strong>Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l&#8217;impiego di sostanze chimichenella produzione di prodotti tecnologici rappresentano una vera emergenza ambientale.</strong></em></p>
<p><strong>Greenpeace</strong> pubblica la quindicesima edizione<strong> dell’Eco-guida</strong> ai prodotti elettronici verdi. Dell, Samsung e Toshiba perdono vistosamente posizione perché <strong>non mantengono la promessa di ripulire</strong> la loro catena produttiva dalla plastica in PVC e dai ritardanti di fiamma a base di bromo.</p>
<p><span id="more-1971"></span></p>
<p>Queste sostanze contaminano l’ambiente e l’uomo durante tutto il ciclo di vita: dalla produzione, all’impiego fino al loro smaltimento finale. Dal momento che esistono alternative più sicure è possibile fin da subito sostituire questi<strong> composti pericolosi.</strong></p>
<p><em>«Non possiamo tollerare che queste aziende facciano passi indietro dopo essersi impegnate a produrre articoli privi di sostanze tossiche</em> – spiega Vittoria Polidori responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace. –<em> Aziende come Apple, Hp e due brand indiani, HCL e Wipro, stanno già eliminando le sostanze più pericolose: eliminare i veleni dall’high-tech è una pratica possibile e a costi competitivi».</em></p>
<p>Sony Ericsson, HP e Acer hanno compiuto ulteriori passi avanti e hanno fatto sentire il proprio peso per influenzare il processo di revisione della Direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics). Queste aziende chiedono che la Direttiva <strong>proibisca l’uso del PVC </strong>e di tutti i ritardanti di fiamma bromurati nei prodotti tecnologici.</p>
<p><em>«E’ incoraggiante vedere come diverse aziende importanti sostengano, in linea con le richieste di  Greenpeace, l’urgente bisogno di una legislazione in grado di rimuovere completamente queste sostanze pericolose»</em> conclude Polidori.</p>
<p>Fonte immagine dal sito: media.panorama.it</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1855/greenpeace-contro-tlc-e-cloud-computing/" rel="bookmark">Greenpeace contro TLC e &#8220;cloud computing&#8221;</a><!-- (10.5567)--></li>
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		<li><a href="http://beecologista.it/1421/greenpeace-interroga-lue-sulla-mancata-protezione-della-posidonia/" rel="bookmark">Greenpeace interroga l&#8217;Ue sulla mancata protezione della Posidonia</a><!-- (8.28623)--></li>
	</ul>
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		<title>L&#8217;orso Dino</title>
		<link>http://beecologista.it/1968/lorso-dino/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 12:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>
		<category><![CDATA[ecologista]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[WWF, la cattura non rispetta il piano di conservazione della specie. (ANSA) &#8211; &#8220;La decisione di catturare l&#8217;orso Dino per metterlo in cattività o trasferirlo all&#8217;estero non rispetta il Piano per la conservazione dell&#8217;orso bruno sulle Alpi centro-orientali&#8221;. Lo sostiene il Wwf che critica l&#8217;ipotesi avanzata dalle autorità venete di trasferire in Slovenia il plantigrado [...]

<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1960/anno-della-biodiversita-2/" rel="bookmark">La terra grida aiuto</a><!-- (8.91908)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1946/estinto-un-13-dei-vertebrati-economia-danneggiata/" rel="bookmark">Estinto un 1/3 dei vertebrati, economia danneggiata</a><!-- (8.88331)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1977/leonardo-di-caprio-con-il-wwf/" rel="bookmark">Leonardo Di Caprio con il WWF</a><!-- (8.40812)--></li>
	</ul>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1969" title="orso" src="http://beecologista.it/files/2010/05/orso.jpg" alt="" width="284" height="300" /></p>
<p><em><strong>WWF, la cattura non rispetta il piano di conservazione della specie.</strong></em></p>
<p>(ANSA) &#8211; &#8220;<em>La decisione di <strong>catturare</strong> l&#8217;orso Dino per metterlo in cattività o trasferirlo all&#8217;estero non rispetta il Piano per la <strong>conservazione dell&#8217;orso</strong> bruno sulle Alpi centro-orientali&#8221;.</em></p>
<p><span id="more-1968"></span></p>
<p>Lo sostiene il <strong>Wwf</strong> che critica l&#8217;ipotesi avanzata dalle autorità venete di trasferire in Slovenia il plantigrado responsabile di alcune incursioni contro animali da allevamento sull&#8217;altopiano di Asiago.</p>
<p>Nei giorni scorsi la sua presenza era stata segnalata in Trentino, a Folgaria. &#8220;<em>È inaccettabile</em> &#8211; prosegue il Wwf &#8211; <em>che mentre alla Conferenza nazionale sulla <strong>biodiversità</strong> in corso a Roma si sottolinea il valore della biodiversità e la necessità di <strong>salvaguardare</strong> ogni singolo esemplare delle <strong>specie più a rischio</strong>, si pensi anche solo lontanamente di catturare e togliere la libertà a un animale selvatico così raro e prezioso come l&#8217;orso bruno, specie simbolo dell&#8217;intero arco alpino che conta appena una trentina di esemplari, reintrodotti da pochi anni.</em></p>
<p><em>Il tutto considerando che l&#8217;orso Dino non ha dimostrato finora seri segni di pericolosità ma un atteggiamento normale per la specie&#8221;</em>. Secondo il Wwf, &#8220;<em>deve essere compiutamente rispettato l&#8217;impegno assunto dalle amministrazioni locali con la condivisione e la ratifica del Piano d&#8217;azione per l&#8217;orso, attraverso la messa in atto di tutte le necessarie misure di sensibilizzazione, informazione ed educazione per la comunità locale e contemporaneamente con specifici interventi, come l&#8217;installazione di recinti elettrificati, che possano dissuadere l&#8217;orso dal continuare a predare bestiame domestico o avvicinarsi alle zone abitate, cosa peraltro raramente accaduta&#8221;</em>.</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1960/anno-della-biodiversita-2/" rel="bookmark">La terra grida aiuto</a><!-- (8.91908)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1946/estinto-un-13-dei-vertebrati-economia-danneggiata/" rel="bookmark">Estinto un 1/3 dei vertebrati, economia danneggiata</a><!-- (8.88331)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1977/leonardo-di-caprio-con-il-wwf/" rel="bookmark">Leonardo Di Caprio con il WWF</a><!-- (8.40812)--></li>
	</ul>
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		<title>La biodiversità</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 09:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decalogo del WWF per la strategia della biodiversità. “La Conferenza Nazionale per la Biodiversità per il WWF è un passaggio fondamentale che il nostro paese aspettava dal 1994, ovvero, dalla ratifica da parte del Parlamento della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia che domani interverrà nella sezione [...]

<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1927/anno-della-biodiversita/" rel="bookmark">Anno della biodiversità</a><!-- (11.4406)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1692/2010-anno-internazionale-della-biodiversita/" rel="bookmark">2010: Anno Internazionale della Biodiversità</a><!-- (10.7602)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1960/anno-della-biodiversita-2/" rel="bookmark">La terra grida aiuto</a><!-- (9.70602)--></li>
	</ul>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1965" title="logo-biodiversita" src="http://beecologista.it/files/2010/05/logo-biodiversita.jpg" alt="" width="281" height="236" /></p>
<p><em><strong>Il decalogo del WWF per la strategia della biodiversità.</strong></em></p>
<p><em>“La Conferenza Nazionale per la Biodiversità per il WWF è un passaggio fondamentale che il nostro paese aspettava dal 1994, ovvero, dalla ratifica da parte del Parlamento della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità </em>– ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia che domani interverrà nella sezione pomeridiana della Conferenza –</p>
<p><span id="more-1964"></span></p>
<p><em>Un giro di boa  che vedrà come vero fulcro del dibattito l’art. 6 della Convenzione Internazionale,  ovvero la necessità di includere la conservazione della <strong>biodiversità </strong>all’interno di tutti gli strumenti di pianificazione<strong> economica e sviluppo</strong>, dall’agricoltura al turismo all’industria nazionali e regionali, tenendo in conto sia gli impatti negativi sulla natura che derivano da queste attività, sia delle grandi potenzialità che la natura rappresenta per tutti i comparti e anche per vincere le tre grandi sfide dei<strong> cambiamenti climatici</strong>, della gestione delle risorse idriche e della tutela della biodiversità”.</em></p>
<p>Il <strong>WWF</strong> auspica che la <strong>Strategia Nazionale</strong> nella sua impostazione generale e nei suoi contenuti abbia le seguenti caratteristiche:</p>
<p><strong>1)</strong>riconosca la biodiversità come patrimonio su cui si fonda il benessere di tutte le comunità;</p>
<p><strong>2)</strong>riporti obiettivi e indicatori coerenti, concreti e misurabili e garantisca strumenti finanziari adeguati;</p>
<p><strong>3)</strong>indirizzi l’integrazione degli obiettivi di conservazione della biodiversità nelle politiche intersettoriali, economiche e sociali;</p>
<p><strong>4)</strong>promuova la comprensione delle relazioni tra servizi degli ecosistemi e benessere umano;</p>
<p><strong>5)</strong>faciliti l’accesso alle informazioni riguardanti la biodiversità da parte dei decisori politici, delle ONG e dei comuni cittadini;</p>
<p><strong>6)</strong>identifichi e misuri i drivers di perdita di biodiversità specifici per ogni settore;</p>
<p><strong>7)</strong>integri in modo efficace gli obiettivi conservazione della biodiversità nelle politiche per i cambiamenti climatici, e in questo senso integrandosi anche con le politiche di tutela delle acque;</p>
<p><strong> <img src='http://beecologista.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </strong>consenta l’integrazione della classica contabilità economica con quella ecologica secondo i più avanzati riferimenti internazionali;</p>
<p><strong>9)</strong>provveda alla massima diffusione ed applicazione concreta dello studio “The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB)” e dei suoi risultati;</p>
<p><strong>10)</strong>venga data priorità all’accesso e alla divisione equa dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse della biodiversità, in particolare quelle genetiche, nell’ambito degli interventi di Cooperazione Internazionale.</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1927/anno-della-biodiversita/" rel="bookmark">Anno della biodiversità</a><!-- (11.4406)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1692/2010-anno-internazionale-della-biodiversita/" rel="bookmark">2010: Anno Internazionale della Biodiversità</a><!-- (10.7602)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1960/anno-della-biodiversita-2/" rel="bookmark">La terra grida aiuto</a><!-- (9.70602)--></li>
	</ul>
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		<title>La terra grida aiuto</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Mettere in conto la natura alla vigilia della Conferenza NazIonale della BiodivErsità, &#8220;ultima occasione&#8221; per &#8220;rivoluzionare&#8221; le politiche di tutela. È questa la principale richiesta del WWF alla vigilia della Conferenza Nazionale per la Biodiversità che il Ministero dell’Ambiente aprirà domani presso l’Università La Sapienza di Roma e che vedrà riuniti il mondo scientifico, politico [...]

<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1911/wwf-teniamo-in-conto-la-natura/" rel="bookmark">WWF:&#8221; teniamo in conto la natura&#8221;</a><!-- (14.1595)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1876/dal-mediterraneo-alle-alpinatura-in-crisi/" rel="bookmark">Dal Mediterraneo alle Alpi,natura in crisi</a><!-- (10.5845)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1931/wwf-la-carica-dei-600-per-una-mappa-salva-fiumi/" rel="bookmark">WWF: la carica dei 600 per una mappa salva-fiumi</a><!-- (10.5159)--></li>
	</ul>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1961" title="terragrida" src="http://beecologista.it/files/2010/05/pat-terragrida.jpg" alt="" width="303" height="300" /></p>
<p><em><strong>“Mettere in conto la natura alla vigilia della Conferenza NazIonale della BiodivErsità, &#8220;ultima occasione&#8221; per &#8220;rivoluzionare&#8221; le politiche di tutela. </strong></em></p>
<p>È questa la principale richiesta del <strong>WWF</strong> alla vigilia della <strong>Conferenza Nazionale per la Biodiversità </strong>che il Ministero dell’Ambiente aprirà domani presso l’Università La Sapienza di Roma e che vedrà riuniti il <strong>mondo scientifico</strong>,<strong> politico e culturale</strong> nonché rappresentanti della <strong>società civile</strong>. La <strong>perdita di biodiversità </strong>costa sia in termini di <strong>sostenibilità  ambientale </strong>sia in termini di<strong> sostenibilità economica.</strong></p>
<p><span id="more-1960"></span></p>
<p>Nel <strong>2050 la distruzione della biodiversità terrestre</strong> potrebbe costare  all’Europa come documentato dal prestigioso studio COPI (The cost of policy inaction) circa 1.100 miliardi di euro l’anno, circa il 4% del PIL europeo. Eppure in Europa il 16,6% dei posti di lavoro dipende direttamente o indirettamente dai<strong> sistemi naturali</strong>, ma il budget europeo direttamente dedicato alla conservazione della natura è appena lo 0.1%.</p>
<p>L’Europa da sola consuma risorse equivalenti a oltre due pianeti secondo il metodo di calcolo<strong> dell’impronta ecologica </strong>e nasconde il proprio debito dietro le<strong> risorse naturali</strong>, come legno, pescato, prodotti agricoli e alto utilizzo dell’acqua che le vengono fornite dai paesi che ne sono ricchi.</p>
<p><strong>Una crescita intelligente e sostenibile</strong>, anche nel nostro paese, deve per forza passare attraverso la <strong>difesa della biodiversità</strong> e dunque il documento che verrà prodotto nei prossimi giorni, la Strategia Nazionale sulla Biodiversità frutto di un primo giro di consultazioni al livello territoriale e che  dovrà passare il vaglio delle Regioni, dovrà ispirarsi a questo principio.</p>
<p>La <strong>Strategia</strong>, secondo il WWF Italia  si deve  basare su due pilastri fondamentali: l’utilizzo della <strong>migliore conoscenza scientifica disponibile </strong>e il  <strong>coinvolgimento di tutti gli attori socio-economici protagonisti della perdita di biodiversità </strong>ma anche delle politiche che devono arrestare tale perdita. Ma affinché il testo della Strategia diventi efficace  il WWF Italia ha predisposto un<strong> decalogo </strong>di elementi irrinunciabili, primo fra tutti, il principio per cui non si può concepire alcuna politica di settore senza includere la biodiversità a partire da quelle che riguardano le periferie delle nostre città per superare il principio che la biodiversità si tutela &#8220;solo&#8221; nelle aree di pregio (parchi, riserve).</p>
<p>Il WWF Italia ricorda che<strong> l’Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità </strong>con 57.468 specie animali (8,6% endemiche) 12.000 specie floristiche (13.5%) endemiche: ma molto di questo patrimonio si sta perdendo: attualmente sono a rischio il 68% dei vertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi e l’88% dei pesci di acqua dolce.</p>
<p>Il WWF ha stilato un elenco di specie che richiedono interventi urgenti di tutela:<strong> Le 23 specie simbolo</strong></p>
<p><strong>Orso bruno</strong> : 30-35 sulle Alpi, meno di 55 sugli Appennini)<br />
<strong>Lontra</strong> (220-260 in alcuni fiumi del centro-sud)<br />
<strong>Aquila del Bonelli</strong> (12-15 coppie concentrate in Sicilia)<br />
<strong>Capovaccaio </strong>(un piccolo avvoltoio con 10 coppie)<br />
<strong>Lanario</strong> (la più importante popolazione europea è in Italia, tra Toscana e Emilia meridionale fino alla Sicilia, poche centinaia di coppie)<br />
<strong>Pernice bianca</strong> (minacciata dai cambiamenti climatici, 5.000-9.000 coppie)<br />
<strong>Gallina prataiola</strong> (una parente delle gru, solo in Sardegna e Puglia, 1.500-2000 esemplari)<br />
<strong>Anatre mediterran</strong>ee (Moretta tabaccata 10-30 coppie, anatra marmorizzata 10 coppie, fistione turco 30-35 coppie, Gobbo rugginoso pochi individui reintrodotti)<br />
<strong>Pelobate fosco</strong> (meno di 10 siti nelle regioni del nord)<br />
<strong>Testuggine comune </strong> (rara e molto localizzata)<br />
<strong>Pesci di acque interne</strong> (tra le 48 specie italiane a rischio Carpione del Fibreno, Carpione del Garda, Storione cobice, Trota macrostigma)<br />
<strong>Tartarughe marine</strong> (catture accidentali ancora frequenti)<br />
<strong>Delfino comune </strong>(scomparso del tutto in Adriatico, ancora minacciato da catture accidentali)<br />
<strong>Tonno rosso</strong> (stock vicino al collasso)<br />
<strong>Chirotteri</strong> (quasi la metà delle specie di mammiferi italiani sono pipistrelli, poco studiati, Tra i più a rischio i ‘Ferri di cavallo’ i vespertili e le nottole.<br />
<strong>Camoscio appenninico</strong> (700-800 esemplari in Abruzzo)<br />
<strong>Stambecco alpino </strong>(30.000 capi su tutto l’arco alpino, di cui un terzo in Italia)<br />
<strong>Lupo</strong> (500-800 ancora vittima del bracconaggio)<br />
<strong>Capriolo italico </strong>(meno di 10.000, minacciati dal bracconaggio)<br />
<strong>Airone bianco maggiore</strong> (è in aumento in tutta Europa, in Italia 40 coppie nidificanti)<br />
<strong>Falco pellegrino</strong> (oltre 1.300 coppie nidificanti, ancora vittime di bracconieri)<br />
<strong>Cervo sardo</strong> (fino agli anni ’70 poche decine, oggi oltre 2.000)<br />
<strong>Foca monaca</strong> (circa 400 individui nel Mediterraneo)</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1911/wwf-teniamo-in-conto-la-natura/" rel="bookmark">WWF:&#8221; teniamo in conto la natura&#8221;</a><!-- (14.1595)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1876/dal-mediterraneo-alle-alpinatura-in-crisi/" rel="bookmark">Dal Mediterraneo alle Alpi,natura in crisi</a><!-- (10.5845)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1931/wwf-la-carica-dei-600-per-una-mappa-salva-fiumi/" rel="bookmark">WWF: la carica dei 600 per una mappa salva-fiumi</a><!-- (10.5159)--></li>
	</ul>
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		<title>Legambiente compie 30 anni e festeggia</title>
		<link>http://beecologista.it/1957/legambiente-compie-30-anni-e-festeggia/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 09:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il 20 maggio 1980 quando un folto gruppo di giovani ambientalisti e scienziati costituì in Italia una nuova associazione ambientalista. (Adnkronos) &#8211; All&#8217;inizio la chiamarono Lega per l&#8217;ambiente, ma poco dopo il nome cambiò in &#8220;Legambiente&#8221;. Ed ora il Cigno Verde compie trent&#8217;anni, un anniversario che Legambiente intende festeggiare con una settimana di ricchi [...]

<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1894/earth-day-compie-40-anni/" rel="bookmark">Earth Day compie 40 anni</a><!-- (13.2867)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1942/9-13-23-maggio-la-festa-delle-oasi-il-wwf-si-fa-in-tre/" rel="bookmark">9, 13, 23 maggio: la festa delle oasi, il WWF si fa in tre</a><!-- (11.4379)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1802/legambiente-denuncia-malaria-industriale/" rel="bookmark">Legambiente denuncia: &#8220;mal&#8217;aria industriale&#8221;</a><!-- (9.39909)--></li>
	</ul>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1958" title="Logo Legambiente" src="http://beecologista.it/files/2010/05/Logo-Legambiente.gif" alt="" width="249" height="222" /></p>
<p><em><strong>Era il 20 maggio 1980 quando un folto gruppo di giovani ambientalisti e scienziati costituì in Italia una nuova associazione ambientalista.</strong></em></p>
<p>(Adnkronos) &#8211; All&#8217;inizio la chiamarono Lega per l&#8217;ambiente, ma poco dopo il nome cambiò in <strong>&#8220;Legambiente&#8221;</strong>. Ed ora il Cigno Verde compie trent&#8217;anni, un anniversario che Legambiente intende festeggiare con una settimana di ricchi appuntamenti per ripercorrere le tappe più significative della propria storia, all&#8217;insegna della<strong> salvaguardia dell&#8217;ambiente e della salute dei cittadini.</strong></p>
<p><span id="more-1957"></span></p>
<p>Dallo<strong> stop all&#8217;energia nucleare</strong> nel 1987 all&#8217;abbattimento di molti ecomostri grazie alle battaglie di Goletta Verde, per non dimenticare il sostegno alla diffusione <strong>dell&#8217;agricoltura biologica</strong> e la tutela delle<strong> aree naturali protette</strong>, fino ad arrivare alla promozione delle <strong>energie rinnovabili</strong>, <em>&#8220;sono davvero numerose</em> -ricorda l&#8217;associazione- <em>le conquiste ottenute da Legambiente negli anni che, oggi, con orgoglio intende festeggiare con il suo trentennale&#8221;.</em></p>
<p>A dare inizio al compleanno della Legambiente è un &#8220;flash mob&#8221; realizzato dai volontari dell&#8217;associazione a Roma per invitare tutti a partecipare alla festa e sostenere la sua azione devolvendo il 5Xmille con la prossima dichiarazione dei redditi. Ma tutta la settimana, informa l&#8217;associazione, proseguirà con varie iniziative. Venerdì 21 maggio a Roma si aprirà infatti il convegno <strong>&#8220;Participio futuro &#8211; da trent&#8217;anni per continuare a cambiare&#8221; </strong>alla Sala Alberto Sordi &#8211; Area Archeologica &#8211; La città dell&#8217;acqua di Fontana di Trevi.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;evento</em> -sottolinea Legambiente- <em>sarà l&#8217;occasione per ripercorrere l&#8217;evoluzione dell&#8217;ambientalismo negli ultimi trent&#8217;anni in Italia, tracciando un bilancio dei suoi effetti innovativi nell&#8217;agire sociale e mettendo a confronto i fondatori del pensiero ecologista in Italia con i trentenni di oggi che vi operano</em>&#8220;. Ad aprire il dibattito sarà proprio un video realizzato da Legambiente sulle aspettative e le prospettive future dell&#8217;ambientalismo in Italia, visto dalle <strong>nuove generazioni.</strong></p>
<p>La giornata del 21 maggio si concluderà con la Festa di Buon Compleanno di Legambiente al Caffè Letterario a Via Ostiense a Roma con musica dal vivo, spettacoli e cibo biologico. Nel corso della serata verranno presentati il libro e il documentario sui 30 anni di Legambiente per raccontare la storia dell&#8217;associazione, inevitabilmente intrecciata con quella dell&#8217;Italia.</p>
<p>La festa del Cigno verde sarà naturalmente anche sul web: dal 20 al 29 maggio basterà collegarsi su Facebook con il gruppo del trentennale Legambiente &#8211; Wwwork in progress 3.0 per partecipare &#8220;ATuttoCigno&#8221;, il quiz on-line sull&#8217;ambientalismo. Ad aggiudicarsi i 5 premi in palio ogni giorno saranno i primi concorrenti che risponderanno correttamente alle 5 domande verdi proposte da Legambiente.</p>


<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1894/earth-day-compie-40-anni/" rel="bookmark">Earth Day compie 40 anni</a><!-- (13.2867)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1942/9-13-23-maggio-la-festa-delle-oasi-il-wwf-si-fa-in-tre/" rel="bookmark">9, 13, 23 maggio: la festa delle oasi, il WWF si fa in tre</a><!-- (11.4379)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1802/legambiente-denuncia-malaria-industriale/" rel="bookmark">Legambiente denuncia: &#8220;mal&#8217;aria industriale&#8221;</a><!-- (9.39909)--></li>
	</ul>
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		<title>SOS coralli Mar Mediterraneo e Mar Rosso</title>
		<link>http://beecologista.it/1954/sos-coralli-mar-mediterraneo-e-mar-rosso/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<category><![CDATA[Problemi ecologici]]></category>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>

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		<description><![CDATA[Riscaldamento delle temperature, maggiore inquinamento delle acque marine:questi i fattori che mettono in pericolo i coralli di Mar Mediterraneo e Mar Rosso. (ANSA) &#8211; Ecco allora al via il progetto &#8220;CoralWarm&#8221; realizzato da una task force di scienziati, formata da ricercatori italiani e israeliani, che per cinque anni studierà alcune specie di coralli per riuscire [...]

<ul>
		<li><a href="http://beecologista.it/1876/dal-mediterraneo-alle-alpinatura-in-crisi/" rel="bookmark">Dal Mediterraneo alle Alpi,natura in crisi</a><!-- (12.6836)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1946/estinto-un-13-dei-vertebrati-economia-danneggiata/" rel="bookmark">Estinto un 1/3 dei vertebrati, economia danneggiata</a><!-- (9.82451)--></li>
		<li><a href="http://beecologista.it/1911/wwf-teniamo-in-conto-la-natura/" rel="bookmark">WWF:&#8221; teniamo in conto la natura&#8221;</a><!-- (8.80251)--></li>
	</ul>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1955" title="coralli" src="http://beecologista.it/files/2010/05/coralli.jpg" alt="" width="433" height="300" /></p>
<p><em><strong>Riscaldamento delle temperature, maggiore inquinamento delle acque marine:questi i fattori che mettono in pericolo i coralli di Mar Mediterraneo e Mar Rosso.</strong></em></p>
<p>(ANSA) &#8211; Ecco allora al via il progetto &#8220;<strong>CoralWarm&#8221;</strong> realizzato da una task force di scienziati, formata da ricercatori italiani e israeliani, che per cinque anni <strong>studierà </strong>alcune specie di <strong>coralli</strong> per riuscire a capire le loro possibilità di sopravvivenza nel corso del prossimo secolo e quindi la salute delle popolazioni presenti.</p>
<p><span id="more-1954"></span></p>
<p>Sarà un tuffo in un mondo per molti versi ancora sconosciuto, quello degli scienziati nelle scogliere coralline dei nostri mari, grazie a fondi europei. <em>&#8220;Il progetto ha vinto un finanziamento di 3,3 milioni di euro dal Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC) </em>- spiega Erik Caroselli, ricercatore dell&#8217;Università di Bologna -<em> che è il più ampio mai aggiudicato per uno studio sui coralli e i cambiamenti climatici in Europa, di fronte ad una concorrenza di oltre 1.500 candidature.</em></p>
<p><em>Solo l&#8217;1% di queste proposte ha ricevuto i fondi&#8221;.</em> A guidare lo studio, che partirà ufficialmente da Tel Aviv il prossimo giugno, sono Giuseppe Falini, del Dipartimento di Chimica e Stefano Goffredo del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale, entrambi dell&#8217;Università di Bologna. Dal lato israeliano il capofila è invece Zvy Dubinsky, della Bar-Ilan University, con una partecipazione del laboratorio palestinese dell&#8217;Al Quds University di Gerusalemme est, che farà le analisi chimiche delle acque del Mar Rosso.</p>
<p><em>&#8220;Eseguiremo campionamenti partendo da Genova fino alle coste africane </em>- racconta Caroselli &#8211; <em>di sei specie in tutto. Tre saranno quelle prese in esame nel Mediterraneo: la Balanophyllia europaea, di colore beige; la Leptopsammia pruvoti, di un giallo accesso e la Cladocora caespitosa o &#8220;madrepora cuscino&#8221;, ancora sul beige. A fare da corrispettivo nel Mar Rosso, ad Eilat, saranno analizzate la Balanophyllia gemmifera; la Stylophora pistillata, di colore dal bianco al rosa e il cosiddetto &#8220;corallo fungo&#8221;, sul marroncino&#8221;.</em></p>
<p>Qual è stata la novità di questo progetto rispetto ad altri?<em> &#8220;La multidisciplinarietà </em>- ha spiegato il ricercatore dell&#8217;Università di Bologna &#8211; <em>che mette in campo <strong>chimici, biologi e fisici dal lato italiano ed ecologi e fisiologi dal lato israeliano.</strong> I biologi del Marine Science Group (www.marinesciencegroup.org), un gruppo di studenti e giovani ricercatori specializzato nello studio dei coralli, si focalizzeranno su accrescimento e riproduzione.</em></p>
<p><em>I fisici valuteranno la debolezza dello scheletro, sotto l&#8217;attacco dei<strong> mutamenti climatici</strong>. I chimici invece studieranno la deposizione del carbonato di calcio, che forma lo scheletro dei coralli&#8221;</em>. Questi delicati organismi rappresentano una miniera di <strong>biodiversità</strong>, nelle scogliere del Mediterraneo così come nelle barriere del Mar Rosso. Una sorta di equivalente delle<strong> foreste tropicali,</strong> che ospitano miriadi di specie animali.</p>
<p>In Israele le specie di coralli sotto esame verranno esposte a condizioni ambientali che simuleranno quelle dei cambiamenti climatici nei prossimi 50-100 anni, con differenti scenari di riscaldamento. Poi gli scheletri andranno a Bologna, per scoprirne le proprietà meccaniche e strutturali.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale? Comprendere le reazioni delle specie ai cambiamenti di clima, elaborando un modello matematico per prevedere come varieranno le popolazioni nel prossimo secolo, individuando quelle più resistenti e quelle più a rischio estinzione.</p>


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		<title>Marea nera:chiusura pozzo in 7-10 giorni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[È l&#8217;obiettivo della Bp per bloccare inquinamento Golfo Messico. (ANSA) &#8211; La Bp tenterà di chiudere il pozzo di petrolio che sta inquinando il Golfo del Messico tra 7-10 giorni. Lo ha detto la stessa società. Per chiudere il pozzo, ha spiegato il vicepresidente responsabile per lo sfruttamento dei pozzi e la produzione Kent Wells, [...]

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<p><em><strong>È l&#8217;obiettivo della Bp per bloccare inquinamento Golfo Messico.</strong></em></p>
<p>(ANSA) &#8211; La Bp tenterà di chiudere il pozzo di petrolio che sta inquinando il Golfo del Messico tra 7-10 giorni. Lo ha detto la stessa società.</p>
<p>Per chiudere il pozzo, ha spiegato il vicepresidente responsabile per lo sfruttamento dei pozzi e la produzione Kent Wells, occorre &#8220;sparare&#8221; fanghi pesanti attraverso le cosiddette &#8220;choke and kill lines&#8221; del pozzo, fino a bloccare la valvola principale, il Blowout Preventer (Bop), che verrebbe poi sigillato in maniera definitiva con del cemento.</p>


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