
L’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS) invita i cittadini a riflettere sul vero scopo della carne in vitro. “Meglio un uovo (biologico) oggi che una gallina (in vitro) domani”, commenta Simona Capogna, Vicepresidente VAS.
Della carne sintetica, prodotta in laboratorio a partire da cellule staminali di suini, se ne sta parlando molto nelle ultime ore, da quando è apparso l’articolo sul News Scientist Magazine di Mark Post, capo del team di studiosi olandesi che sta mettendo a punto il primo hamburger “in vitro”. I dubbi espressi finora riguardano la sostenibilità economica di una ipotetica produzione su vasta scala (il primo hamburger costerebbe 250.000 euro circa) e l’accettazione da parte dei consumatori, abbastanza improbabile visto che stiamo parlando, per il momento, di strisce di muscolo grigiastre e mollicce. Ma anche se nel futuro queste strisce incolori potessero assomigliare, per consistenza, colore e sapore, ad una fiorentina, chi vorrebbe gustare della finta carne?



