
A seguito della denuncia ENPA sul massacro di cani Husky giudicati non produttivi, il Governo canadese ha apero un inchiesta e si sta muovendo per prevenire in futuro simili massacri.
“Uccidere a coltellate i cani simbolo della storia del Vostro Paese appare ai miei occhi operazione crudele ed apertamente autolesiva. Non posso credere che un Paese grande e ricco come il Canada non potesse trovare una soluzione diversa per assicurare la vita ai bellissimi Husky che avevano reso al Canada un prezioso servizio, anche di immagine, in occasione dei Giochi Invernali“, questo quanto Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, ha scritto in una lettera all’ambasciatore del Canada in Italia, in riferimento al massacro di 100 cani Husky che sarebbero stati uccisi a coltellate e sepolti in una fossa comune.
Pare che agli animali sia stato riservato un tale destino dopo la fine dei Giochi Invernali di Vancouver perché giudicati non più produttivi e in grado di svolgere la loro funzione di cani da slitta per escursioni turistiche. “Signor Ambasciatore, non mi stupirei se le presenze turistiche nel Suo Paese dovessero calare. Io stessa, e mi creda non sono la sola, ho preso la decisione di non metterci mai piede.” ha proseguito Rocchi, chiedendo all’ambasciatore e al Governo canadese di dissociarsi ufficialmente.
La pressione internazionale su governo e istituzioni è fortunatamente bastata per indurre il Governo canadese ad aprire una inchiesta sulla questione: la commissione incaricata di stabilire modalità e responsabilità dei fatti sarà composta da un veterinario e alcuni rappresentanti della British Columbia SPCA (la protezione animali canadese) e della Union of British Columbia Municipalities.
Entro 45 giorni la commissione è tenuta a consegnare un rapporto dettagliato sulla questione al Ministero dell’Agricoltura canadese, rapporto che dovrà anche contenere delle linee guida sui metodi preventivi da adottarsi per evitare che simili azioni possano essere ripetute.
Fonte immagine: We-pet.blogspot.com



