
Come stanno i fiumi italiani? Quali sono quelli gestiti meglio e quali peggio? Cosa si può fare per ridurre il rischio idrogeologico? Cosa manca per gestirli correttamente?
A queste domande risponderanno gli esperti convocati dal WWF Italia al convegno del prossimo 27 gennaio a Roma “Fiumi d’Italia – dal dissesto idrogeologico alla gestione responsabile dei bacini idrografici“. Al convegno verrà presentato il dossier “Fiumi d’Italia” con i risultati del censimento Liberafiumi effettuato a maggio 2010 da oltre 600 volontari WWF.
Dal censimento è emersa una situazione allarmante: i nostri fiumi soffrono per il diffuso dissesto idrogeologico, per i continui interventi di canalizzazione e artificializzazione degli alvei, per l’urbanizzazione delle aree naturali di esondazione, per la non buona qualità delle acque e per la progressiva e drammatica perdita di biodiversità, testimoniata dall’elevato numero di specie di pesci in pericolo di estinzione.
È indispensabile e urgente un impegno più deciso di tutte le istituzioni per garantire e raggiungere il ‘buono stato ecologico‘ degli ecosistemi d’acqua dolce entro il 2015, come previsto dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE e per questo verranno illustrate una serie di proposte per la riqualificazione fluviale anche attraverso la collaborazione tra ambientalisti e pescatori, accordi e contratti di fiume.
Alle 12.30 è prevista la firma dell’accordo ‘Un patto per i nostri fiumi‘ tra WWF Italia e Spinning Club Italia. Inoltre verranno illustrati i dati completi del censimento con approfondimenti su Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia con esempi di rinaturazione e valorizzazione fluviale già in atto e i dati aggiornati sulla situazione dei pesci di acqua dolce. Il convegno, patrocinato dalla provincia di Roma, si terra giovedì 27 gennaio dalle ore 9.30 a Palazzo Valentini di Roma.
Fonte immagine: Blog.libero.it



