lunedì 29 novembre 2010

BPA, il ‘veleno’ dei biberon, al bando entro la primavera 2011

Pubblicato da Patrizia Frattini


BPA, il 'veleno' dei biberon, al bando entro la primavera 2011

Il WWF:”Bene per la difesa della salute dei bambini, ora estendere il divieto anche agli altri usi.”.

Il 25 novembre l’Unione europea ha annunciato che dalla primavera 2011 sarà vietato l’utilizzo del Bisfenolo A (BPA) nei biberon in plastica. La decisione è stata annunciata dalla Commissione esecutiva dell’Ue che ha ricevuto l’approvazione della maggioranza dei governi europei. Un’iniziativa molto importante ma non sufficiente, sostiene il WWF.

Il BPA è un composto di sintesi utilizzato nella produzione di plastiche tra cui il policarbonato, materiale di cui sono costituiti la maggior parte dei biberon, ma anche in molte altre applicazioni come le resine che rivestono l’interno di lattine e altri imballaggi per la conservazione di prodotti alimentari, bevande e prodotti farmaceutici. Per tutti questi usi, non è ancora previsto un bando della presenza del BPA.

Il BPA è oggi un contaminate ubiquitario, rilevato nell’ambiente, nella fauna selvatica e nelle persone. Si concentra particolarmente nel latte materno e nella placenta. Sempre più studi dimostrano come il BPA sia un interferente endocrino con  possibili ripercussioni sullo sviluppo cerebrale, sul sistema immunitario e riproduttivo, e sulla predisposizione ai tumori.

Dopo anni di battaglia contro gli inquinanti chimici presenti in molti prodotti di uso quotidiano, con la Campagna Detox, questo è un bel successo. Il WWF commenta positivamente la decisione rilanciando però per un’ulteriore azione da parte dell’Unione Europea.

Si tratta di un passo sicuramente importante per la legislazione europea in difesa della salute dell’uomo e dell’ambiente; crediamo però – commenta Eva Alessi del WWF Italiache la Commissione europea debba ora puntare verso misure più restrittive e allargare il divieto a tutti i materiali a contatto con gli alimenti, in primis i rivestimenti, e infine a tutti gli altri prodotti rilevanti per l’esposizione umana e ambientale”.

Fonte immagine: Aduc.it

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