martedì 5 ottobre 2010

Alluvioni: Italia eterno allarme

Pubblicato da Patrizia Frattini


Allarme Alluvioni in Italia

Sale a 44 il bilancio delle vittime nell’ultimo anno. Spesi oltre 200 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza.  Legambiente: “La messa in sicurezza del territorio è la vera grande opera pubblica da fare nel Paese”.

L’ennesima alluvione in Liguria è la triste conferma che sono i piccoli torrenti e le fiumare il tallone d’Achille d’Italia, spiega Legambiente. I corsi d’acqua minori che vengono intubati, imbrigliati, lasciati invadere da detriti d’ogni genere, spesso usati come discariche, rappresentano la principale criticità del territorio. Da Giampilieri (Me) alle alluvioni in Provincia di Savona e Genova di ieri, passando per Atrani (Sa), basta un nubifragio per trasformare esondazioni in tragedie.

Con la sciagura di oggi a Prato il triste bilancio del dissesto italiano sale a 44 vittime solo nell’ultimo anno. E per fronteggiare l’emergenza, dall’ottobre 2009 ad oggi, sono stati stanziati 237.570 milioni di euro senza contare il milione di euro stanziato dalla Regione Campania per l’alluvione di Atrani (SA).“Denaro che serve solo a tamponare il disastro, a riparare i danni, a fatica a ricostruire quello che c’era ma che mai migliora la situazione – osserva il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Per mettere in sicurezza il territorio serve invece una grande opera di manutenzione pluriennale a partire dai piccoli corsi d’acqua. Un piano di prevenzione, in grado di coniugare la sicurezza dei cittadini con il rilancio delle economie locali, che vada a contrastare l’abusivismo e l’urbanizzazione selvaggia”.

Solo in Liguria l’84% dei comuni ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio idrogeologico e il 27% presenta interi quartieri. Nel 53% dei comuni sono presenti in aree a rischio strutture e fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche il pericolo di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Nel 21% sono presenti in zone esposte a pericolo di frana o alluvione anche strutture sensibili o strutture ricettive turistiche.

A un anno esatto dalla frana di Giampilieri – conclude il presidente di Legambienteci troviamo nuovamente in un’altra zona di fronte alla tragedia, senza che nulla sia stato fatto per la prevenzione. Un eterno allarme quello del dissesto idrogeologico che da Nord a Sud suona puntuale ogni volta che il maltempo si affaccia sulla Penisola ”.

Della stessa opinione anche WWF. Stefano Leoni, Presidente dell’associazione ambientalista, conferma: “Si spende per le emergenze quando si dovrebbero usare le risorse per l’attività ordinaria. È urgente potenziare i fondi per la prevenzione, per la manutenzione del territorio  e per applicare  i piani di bacino”.

Sono fermi i ‘Piani di gestione del rischio alluvionale‘ che le Autorità di distretto dovrebbero  redigere secondo la direttiva sul rischio alluvionale in linea con la Direttiva quadro europea recepita a febbraio – ha continuato LeoniPurtroppo le Autorità di distretto non sono mai state istituite, un fatto grave se si considera  che queste potrebbero rappresentare  un rinnovato momento di coordinamento e pianificazione comune tra le istituzioni a tutti i livelli. Invece siamo di fronte ad un ulteriore momento di forte conflittualità tra Stato e Regioni con l’ ‘empasse‘ che ne consegue”.

Fonte immagine: Riviera24.it

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