martedì 27 aprile 2010

Tragedia nel Golfo del Messico

Pubblicato da Silvia La Mensa


Marea nera, può essere il “colpo do grazia” per una biodiversità già sotto pressione.

“La “tragedia” del Golfo del Messico, ovvero, la marea nera fuoriuscita da una piattaforma petrolifera affondata 3 giorni fa e che sta raggiungendo le coste della Louisiana, va a sommarsi alle problematiche che quest’area regolarmente subisce a causa dell’eccessivo apporto di nutrienti provenienti dal fiume Mississipi – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Programma Mare del WWF Italia –  Inoltre la marea nera sta raggiungendo i paradisi naturali come l’arcipelago delle Chandeleurs area di nidificazione di uccelli marini già colpiti dal disastro Katrina”.

In quest’area i fondali sono già sottoposti ad una forte pressione della pesca a strascico mentre l’economia principale è un’intensa pesca dei gamberi. Inoltre il fiume stesso  sversa enormi quantità di nutrienti che provocano una mancanza di ossigeno nei  fondali del Golfo creando delle vere e proprie “Dead zones”: qui le conseguenze sono mortalità e stress delle popolazioni cosiddette “bentoniche e bentonectoniche”, ossia, specie che vivono a contatto col fondo (pesci, molluschi e crostacei).

“Questa immensa marea nera che si sta propagando in velocità può dunque rappresentare il “colpo di grazia” per la biodiversità e il sistema riproduttivo che sono alla base dell’economia della pesca”.

“Al di là dell’adozione di severe norme e regole per evitare simili tragedie, è del tutto evidente che il mondo deve prepararsi a uscire dai combustibili fossili e iniziare una nuova era. Le trivellazioni e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi è e sarà sempre più complesso, richiede e richiederà grossi sforzi, e comporta e comporterà sempre nuovi pericoli anche ambientali.

Invece di prepararsi a raschiare il fondo del barile, occorre creare le condizioni per farne a meno, sfruttando le tecnologie alternative, pulite e rinnovabili, già oggi disponibili sia in campo energetico che per i trasporti”, ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Programma Clima.

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Commenti

  • Sono perfettamente d’accordo. Ormai l’era dei combustibili fossili è finita. Abbiamo la possibilità di poter sfruttare molti tipi di energie rinnovabili, ma purtroppo i fondi per la ricerca per rendere migliore ciò che abbiamo a disposizione sono limitati. Bisognerebbe sensibilizzare di più le persone su questo problema perché se il pianeta si “ammala” anche noi ci “ammaleremo” e non esistono antibiotici per questa “malattia”

  • anche io sono pienamente d’accordo!

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