giovedì 1 aprile 2010

Legambiente denuncia: “mal’aria industriale”

Pubblicato da Silvia La Mensa


In Italia è boom di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali.

(ANSA) – Lo denuncia Legambiente in occasione della presentazione del rapporto “Mal’Aria industriale 2010″. “Tra il 2006 e il 2007 – scrive l’organizzazione ecologistasono saliti a +15% gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), a +6% le diossine e i furani, a +5% cadmio e +3% cromo.

È con questi dati che l‘industria italiana si conferma come la principale fonte di microinquinanti scaricati in atmosfera, producendo il 60% del cadmio totale, il 70% delle diossine, il 74% del mercurio, l’83% del piombo, l’86% dei Policlorobifenili (PCB), l’89% del cromo, fino al 98% dell’arsenico. Tutti inquinanti che sembrano finiti nell’oblio ma che, invece, contribuiscono in modo molto pesante a rendere insalubre l’aria respirata nei luoghi di lavoro e nei centri urbani limitrofi alle aree industriali”.

Con “Mal’Aria industriale 2010″, il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive, viene denunciato il trend degli inquinanti industriali in aumento. Cifre preoccupanti “che non hanno destato lo stesso allarme dell’inquinamento causato dal traffico privato poichè, a parte qualche rara eccezione come il polo siderurgico di Taranto, la fonte industriale, non è ancora entrata nell’immaginario collettivo come un problema da affrontare“.

Eppure l’industria contribuisce in modo molto sensibile alla Mal’Aria del Paese – sottolinea Legambientecon il 26% di PM10 emesso a livello nazionale, un livello di emissioni superiore a quello prodotto dal trasporto stradale (che incide sul totale solo per il 22%, ma che diventa la prima fonte di emissione nei centri urbani).

Oltre alle polveri sottili, la fonte industriale scarica, poi, in atmosfera il 79% degli ossidi di zolfo (SOx) - ormai insignificanti nel settore dei trasporti grazie alle specifiche sempre più stringenti sulle concentrazioni di zolfo nei carburanti – e il 23% degli ossidi di azoto (NOx), precursore della produzione del PM10 secondario e dell’ozono, inquinante tipicamente estivo”.

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